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Report di sostenibilità. Semplificazione ESRS verso un equilibrio tra SDGs e competitività delle imprese

In un momento di grande volatilità normativa in ambito sostenibilità, la versione semplificata degli ESRS (European Financial Reporting Standard) proposta da EFRAG (European Financial Reporting Advisory) può essere vista come un punto su cui fare leva per continuare o iniziare la transizione verso una completa sostenibilità aziendale.

I nuovi standard semplificati presentano infatti un approccio più pragmatico, riducono significativamente il peso della conformità burocratica, facilitando soprattutto le piccole e medie imprese nella stesura del bilancio di sostenibilità.
Le novità più interessanti riguardano:

✓ Rilevanza delle informazioni e interoperabilità con ISSB:

in allineamento con gli Standard dell’International Sustainability Standards Board (ISSB) le nuove linee guida introducono il principio della “presentazione fedele” (fair presentation) delle informazioni da rendicontare, che dovranno necessariamente essere:


  • rilevanti riguardo a impatti, rischi e opportunità (IRO) di sostenibilità, in linea con il concetto di “doppia materialità”;
  • complete, accurate, comparabili, verificabili, comprensibili e soprattutto capaci di riflettere la realtà aziendale.

Ciò comporterà:

  • uno spostamento del focus su qualità e pertinenza dei dati in riferimento alla loro rilevanza sugli IRO;
  • una valutazione critica dei contenuti dell’informativa nel suo complesso, evidenziando l’essenza dell’informazione al fine di individuare gli impatti effettivi, sia essi positivi o negativi che le attività e le relazioni di un’azienda ha o potrebbe avere su ambiente, società e diritti umani.

Di conseguenza si avrà un approccio meno orientato alla sola compliance, ma più autentico e profondo. E probabilmente anche una maggiore responsabilità in capo a chi dovrà certificare i bilanci di sostenibilità essendo richiesta una analisi più approfondita dei dati.
Nella pratica ciò porterà ad una riduzione complessiva del 70% dei dati richiesti per il report di sostenibilità:

  • riduzione del 61% dei dati obbligatori​;
  • eliminazione completa di tutte le informative volontarie.

✓ Semplificazione della valutazione di materialità:

il nuovo Capitolo 3 dello standard ESRS 1 (Requisiti Generali) prevede una semplificazione del processo di valutazione di doppia materialità:

  • riducendo i data point da rendicontare e la relativa documentazione;
  • semplificando i temi da considerare;
  • facilitando le regole per valutare l’effetto di azioni di mitigazione e prevenzione;
  • attenzionando maggiormente le esigenze di audit.
Viene inoltre introdotto il concetto di “impatto intrinseco” (embedded impact) cioè quell’impatto derivante dalle fasi iniziali della vita di un prodotto o servizio prima del suo utilizzo.
Nella valutazione di impatto il focus si sposterà a monte e non sarà più "gestire l'impatto" ma "progettare senza impatto", dove l'obiettivo primario sarà creare sistemi, prodotti o servizi che non generino impatti negativi in partenza ma che siano "a impatto zero o positivo”.

✓ Minore pressione sui dati della catena del valore:
nella value chain viene introdotta maggiore flessibilità eliminando la preferenza per i dati diretti dai fornitori.
Le aziende potranno quindi:
  • evitare processi di raccolta dati eccessivamente gravosi presso fornitori e partner;
  • ricorrere a stime e fonti indirette quando i dati non sono facilmente reperibili.
✓ Periodi di transizione (phasing-in) e meccanismi di proporzionalità:
per le informazioni da rendicontare più complesse vengono previsti periodi di allineamento e di implementazione graduale, in modo che le aziende possano gestire meglio la complessità e l’impatto organizzativo.

Viene inoltre introdotto il “principio di proporzionalità”.
Le aziende non dovranno fare sforzi eccessivi per raccogliere e rendicontare dati sulla sostenibilità, ma potranno focalizzarsi su informazioni ragionevoli basate su stime attendibili, dati di settore o informazioni interne già esistenti, senza costi o sforzi indebiti” (without undue cost or effort).
Ciò risponde al fine di trovare un equilibrio tra la completezza delle informazioni sulla sostenibilità e la praticità della loro raccolta, concentrandosi su ciò che è fattibile e rilevante.

✓ I prossimi passi

La Commissione Europea dovrà ora adottare formalmente, attraverso un Atto Delegato, le proposte di revisione avanzate da EFRAG entro fine 2025 ed inizio 2026.

Conclusioni provvisorie

Gli ESRS semplificati mirano a trovare un equilibrio tra quelli che sono gli obiettivi di sviluppo sostenibile SDGs e di neutralità climatica del Green Deal, con la necessità di mantenere e rafforzare la competitività delle imprese europee, evitando la deindustrializzazione e l'esportazione di posti di lavoro verso Paesi con normative meno severe.
La chiave di lettura non dovrà essere quella di una deregolamentazione e di una perdita di qualità nelle informazioni da comunicare ma, al contrario, di una regolamentazione più pragmatica, in grado di bilanciare “rigore” verso gli obbiettivi da raggiungere e “proporzionalità” verso una rendicontazione più sostenibile.

Avv. Elena Bosani