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Food contact materials (MOCA) Quale possibile scenario

Si è da poco conclusa la consultazione pubblica 1, con cui la Commissione europea ha chiesto a tutte le parti interessate di esprimere il proprio parere sui MOCA (materiali o oggetti a contatto con gli alimenti) o FCM (Food Contact Materials), come ad esempio imballaggi alimentari, utensili da cucina, stoviglie per il servizio da tavola e altri articoli utilizzati nella produzione, nello stoccaggio e nel trasporto di alimenti. I contributi degli operatori economici, delle autorità pubbliche, delle ONG e dei cittadini serviranno alla revisione della legislazione UE in materia di MOCA annunciata nell’ambito della strategia della Commissione europea “Farm to Fork”. 

Obiettivo 

La Commissione europea mira a modernizzare la legislazione vigente, al fine di migliorare la sicurezza alimentare e la salute pubblica, in particolare riducendo la presenza e l’uso di sostanze chimiche pericolose, sostenere l’uso di soluzioni di imballaggio innovative, riutilizzabili e riciclabili, che utilizzano materiali rispettosi dell’ambiente e contribuiscono alla riduzione degli sprechi alimentari. 

Legislazione vigente EU

 L'attuale legislazione sui MOCA si basa principalmente su due regolamenti orizzontali: –   Reg. (CE) 1935/04 2 che definisce i requisiti generali di sicurezza applicabili a tutti i possibili materiali e oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e prevede la possibilità di adottare misure specifiche per i diciassette materiali elencati nell'allegato I del regolamento quadro. –    Reg. (CE) 2023/06  relativo alle GMP (Good Manufacturing Practices) di settore. Normative verticali e di settore a livello EU sono state adottate solo per quattro materiali: la plastica (compresa la plastica riciclata), le ceramiche, la cellulosa rigenerata e i materiali attivi e intelligenti. Di conseguenza, la gran parte dei MOCA, in mancanza di norme armonizzate a livello UE, viene disciplinata da normative nazionali. È il caso di adesivi, sughero, vetro, resine a scambio ionico (usate nei filtri per il trattamento dell’acqua), metalli e leghe, multimateriali, carta e cartone, inchiostri, gomma, silicone, vernici e rivestimenti, cera, legno e bambù. Carenze del quadro normativo Nel suo complesso l'attuale quadro normativo presenta importanti criticità sul fronte valutazione del rischio, tracciabilità, conformità e controlli, a scapito della sicurezza e del buon funzionamento del mercato dell'EU.​

Punti critici 

  • La mancanza di norme armonizzate per i materiali non plastici a contatto con gli alimenti determina una situazione in cui le misure specifiche adottate da un singolo Stato membro a livello nazionale possono differire da quelle adottate da un altro Stato membro, creando standard diversi in materia di sicurezza dei prodotti. Inoltre, l'assenza di misure specifiche a livello di UE per la maggior parte dei materiali a contatto con gli alimenti elencati nell'allegato I del regolamento (CE) n. 1935/2004 crea delle barriere al mercato interno, aumenta i costi per la conformità – spesso trasferiti ai consumatori – e genera una perdita di competitività e innovazione. 
  • La mancanza di orientamenti normativi sull’articolo finale. L'attuale approccio normativo pone l'attenzione solo sulle sostanze di partenza. La valutazione del rischio degli MOCA deve necessariamente investire l'intera catena di approvvigionamento e diventarne la priorità, tanto quanto la necessità di rivalutare determinate sostanze sulla base delle nuove informazioni scientifiche. L'aumento della conoscenza scientifica e della comprensione dei MOCA mostra anche che le valutazioni, che sono limitati alle sostanze di partenza, non affrontano sufficientemente la sicurezza del prodotto finale, si pensi alle impurità e alle sostanze formatesi accidentalmente durante il processo di fabbricazione o le conseguenze dell'invecchiamento del materiale. 
  • La mancata attribuzione di priorità alle sostanze più pericolose .L'attuale approccio legislativo conferisce priorità a determinate sostanze pericolose come quelle cancerogene, mutagene, reprotossiche (CMR), quelle che agiscono come interferenti endocrini (DE) e quelle che sono persistenti e bioaccumulabili (PBT e vPvB). Questo approccio dovrebbe essere esteso anche ad altri gruppi di sostanze chimiche con specifiche proprietà nocive. Vi è inoltre una mancanza di coerenza nel lavoro di valutazione del rischio per gruppi di sostanze uguali o simili elaborato dalle diverse Agenzie, il che giustificherebbe la necessità di un approccio uniforme: "una sostanza, una valutazione" e, non da ultimo, valutare la sicurezza di sostanze in modo sempre più specifico ad un solo utilizzo. 
  •  Un approccio eccessivamente burocratizzato mina la certezza delle regole e ostacola la capacità di effettuare controlli ufficiali Solo alcuni Stati membri effettuano controlli regolarmente, conformemente al regolamento (CE) n. 882/200, mentre altri farebbero solo controlli saltuari. Di conseguenza, all'interno dell'UE permangono differenze nell'intensità dei controlli. Un'ulteriore constatazione riguarda il fatto che alcuni Stati membri non obbligano nemmeno le aziende che producono o importano MOCA a registrare ufficialmente la loro attività economica, il che rappresenta un notevole ostacolo all'esecuzione degli opportuni controlli. L'attuale legislazione dovrebbe promuovere un più moderno e semplificato sistema di digitalizzazione, commisurato all'evoluzione degli standard tecnologici e informatici in modo da migliorare il flusso di informazioni e tutte le attività di controllo. 
  • Mancanza di adeguati standard di tracciabilità e conformità Un'altra questione che necessita di un ulteriore rafforzamento e miglioramento nella normativa in vigore riguarda la tracciabilità. La tracciabilità di tutti i MOCA dovrebbe essere garantita in tutta la filiera in modo da agevolare gli opportuni controlli. Per le parti interessate, uno strumento fondamentale per garantire la tracciabilità è la cosiddetta ''dichiarazione di conformità'', che certifica che un MOCA soddisfa gli standard richiesti. Secondo il regolamento quadro, la dichiarazione di conformità deve accompagnare tutti i MOCA armonizzati con tutte le informazioni pertinenti, in modo da consentire controlli affidabili e la tracciabilità. Tuttavia, nella pratica, le dichiarazioni di conformità non sono sempre disponibili ai fini del controllo dell'applicazione delle norme, e quando lo sono la loro qualità (e cioè l'accuratezza e la completezza) non è sempre tale da garantire che esse siano fonti affidabili di documentazione della conformità. Gli stessi standard di tracciabilità e conformità devono essere applicati ai MOCA importati da paesi terzi. Tuttavia i dati mostrano che attualmente in molti Stati membri la documentazione, che dovrebbe accompagnare i MOCA commercializzati nell'UE è spesso incompleta o manca del tutto. 
  • Mancanza di un sostengono per lo sviluppo di alternative sicure e più sostenibili L'attuale legislazione non fornisce buone basi su cui sviluppare norme per sostenere e incoraggiare alternative e soluzioni di imballaggio sostenibili, facilitare l'innovazione verso materiali più sicuri, rispettosi dell'ambiente, riutilizzabili e riciclabili. Questo disincentiva fortemente l'innovazione. 
  • Conclusioni.

     Per il momento la tanto attesa riforma sui MOCA dovrà ancora attendere. Si auspica che il tempo “venga ben speso” e si possa giungere in tempi ragionevoli ad una regolamentazione completa a prova di un futuro sostenibile. 

     Note

     1.   Have your say (europa.eu)

    2.    https://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.douri=CONSLEG:2004R1935:20090807:IT:PF 

    Avv. Elena Bosani