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29 novembre 2024 Il DDL Concorrenza ha introdotto una specifica misura di contrasto al fenomeno commerciale di riporzionamento dei prodotti preconfezionati, il c.d. Shrinkflation, cioè quella pratica che consiste nel ridurre la quantità di prodotto all’interno delle singole confezioni, pur mantenendo inalterato il confezionamento ed il costo, con conseguente e correlato aumento del relativo prezzo per unità di misura. Al fine di porre fine a questa pratica e garantire un’adeguata informazione al consumatore, il nuovo DDL Concorrenza ha introdotto obblighi di trasparenza a carico dei fabbricanti di prodotti prevedendo quanto segue: “I produttori che mettono in vendita, anche per il tramite dei distributori operanti in Italia, un prodotto di consumo che, pur mantenendo inalterato il precedente confezionamento ha subìto una riduzione della quantità nominale e un correlato aumento del prezzo per unità di misura, sono tenuti ad informare il consumatore dell’avvenuta riduzione della quantità e dell’aumento del prezzo in termini percentuali, tramite l’apposizione nella confezione di vendita di una specifica etichetta con apposita evidenziazione grafica. (Art. 21) L’etichetta adesiva dovrà riportare la seguente dicitura: “Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla precedente quantità”. Tale obbligo di informazione si applicherà per un periodo di sei mesi a decorrere dalla data in cui il prodotto verrà esposto nella sua quantità ridotta e si andrà ad aggiungere a quelle già normativamente previste ai sensi dell’articolo 15 del Codice del consumo. La nuova disposizione, così come prevista dal DDL Concorrenza, presenta alcune criticità. Per Confindustria la formulazione utilizzata appare problematica e potrebbe pregiudicarne l’applicazione. Da un lato, le regole vigenti già prevedono precisi obblighi in merito alle informazioni da fornire ai consumatori su prezzo, quantità e modalità di vendita dei prodotti ai sensi del Codice del Consumo e del D. lgs. n. 114/1998. Dall’altro lato, il prezzo al consumo è determinato dal distributore finale e pertanto non appare possibile per il produttore apporre nella confezione di vendita l’aumento del prezzo in termini percentuali. Sarebbe certamente più opportuno evidenziare in etichetta l’informazione relativa al nuovo peso del prodotto a parità di confezionamento, in-dipendentemente dal prezzo finale. Per Codacons l’intervento è tardivo e di conseguenza anche gli effetti che ne conseguiranno saranno limitati. Sempre secondo Codacons sarebbe comunque una buona cosa: Per le associazioni dei consumatori manca invece una norma ad hoc che vieti ai produttori di mettere in commercio prodotti il cui imballaggio suggerisca una quantità di prodotto contenuta superiore rispetto alla quantità reale. In questo modo, secondo il parere delle Associazioni, si arginerebbe il fenomeno “Shrinkflation” anche laddove lo stesso sia già in atto. A fronte di una previsione normativa che presenta delle lacune importanti, risulta ancora più necessario che i consumatori facciano acquisti consapevoli per evitare di cadere nelle trappole della shrinkflation adottando semplici condotte quali ad esempio: La shrinkflation è una pratica economica che riflette le sfide dei mercati moderni, dove l’aumento dei costi di produzione e la competizione spingono le aziende a trovare delle strategie commerciali non sempre corrette per mantenere i prezzi invariati a fronte di sgrammature o riporzionamenti dei prodotti. Risulta pertanto necessario che i consumatori acquisiscano consapevolezza di questo fenomeno al fine di poter prendere decisioni di acquisto informate e proteggere il proprio potere d’acquisto. avv. Elena Bosani
La shrinkflation coinvolge numerosi prodotti, dagli alimentari (gelati, patatine, biscotti, pasta, ecc.) ai prodotti per la casa (detersivi e simili), passando per quelli per l’igiene personale (carta igienica, fazzolettini di carta, dentifrici, shampoo, ecc.), e determina una vera e propria inflazione occulta a danno dei consumatori che, a parità di spesa, si ritrovano meno quantità di beni nei carrelli della spesa. Come difendersi dalla shrinkflation
Conclusione