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15 dicembre 2023 Il Consiglio e il Parlamento europeo, in data 14 dicembre 2023, hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive CSDDD, andando a precisare e a sviluppare alcuni aspetti controversi della Direttiva, proposta il 23 febbraio 2022 ed approvata dal Parlamento europeo il 1° giugno 2023. La Direttiva, frutto di una lunga evoluzione giuridica in tema di sostenibilità aziendale, introduce a carico delle imprese dei veri e propri obblighi di diligenza verso l’ambiente, le persone e la società, e delinea un processo di attuazione del dovere di diligenza, che si articola in più fasi e lungo tutta la supply chain ed è diretto a identificare gli impatti negativi, potenziali o effettivi delle attività d’impresa sui diritti umani e sull’ambiente, a prevenire gli abusi, a instaurare un meccanismo di reclamo interno, ad arrestare, mitigare o rimediare i danni, a monitorare l’efficacia delle misure intraprese, a integrare i processi nelle politiche aziendali e comunicarli pubblicamente. Secondo Richard Gardiner, responsabile delle politiche europee della World Benchmarking Alliance (WBA), la CSDDD "conferisce alle aziende un chiaro mandato legale che impone loro di affrontare i diritti umani e i danni ambientali nelle loro catene di approvvigionamento a monte e a valle". L'accordo provvisorio raggiunto ha il pregio di delineare meglio il campo di applicazione della direttiva, di chiarire le responsabilità a cui le aziende potrebbe incorrere nell’esercizio della loro attività lungo tutta la catena del valore, di indicare il piano sanzionatorio e di completare l'elenco dei diritti e dei divieti che le aziende sono tenute a rispettare nel rispetto del dovere di diligenza. La Direttiva si applicherà alle grandi imprese con più di 500 dipendenti e un fatturato netto mondiale di 150 milioni di euro. Le imprese aventi la propria sede al di fuori dell’Unione sono invece identificate esclusivamente sulla base del fatturato realizzato all’interno dell’Unione europea, in quanto tale criterio crea un collegamento territoriale con l’Unione sufficiente affinché il diritto dell’Unione venga loro applicato. La direttiva si applicherà alle società di paesi terzi decorsi tre anni dall'entrata in vigore della direttiva e solo nel caso di un fatturato netto di 300 milioni di euro generato nell'Unione Europea. La Commissione dovrà pubblicare un elenco delle società non UE che rientreranno nell'ambito di applicazione della Direttiva. Le imprese saranno inoltre soggette all'obbligo di due diligence in relazione agli impatti negativi effettivi e meramente potenziali sull'ambiente e sui diritti umani derivanti dalla loro catena di attività, comprese le attività dei partner commerciali a monte e di alcune attività a valle (ad esempio, la distribuzione o il riciclaggio). Verrà quindi richiesto alle aziende di esaminare più a fondo le proprie supply chain per identificare, mitigare e fare report sulle questioni relative all'ambiente e ai diritti umani. Il settore finanziario sarà temporaneamente escluso dall'ambito di applicazione della direttiva. È però prevista una clausola di revisione di detta decisione per una possibile futura inclusione di questo settore sulla base di una sufficiente valutazione d'impatto. Le imprese dovranno adottare e pubblicare un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici. L'accordo rafforza ed implementa l'accesso alla giustizia delle persone coinvolte dagli impatti negativi derivanti dall’attività d’impresa, le quali potranno presentare direttamente o tramite sindacati ed organizzazioni della società civile, richieste di risarcimento entro un periodo di cinque anni dal verificarsi del danno. Sono previste delle limitazioni in ordine alla divulgazione delle prove, alle misure ingiuntive e ai costi dei procedimenti per i ricorrenti. Inoltre, le aziende che individueranno impatti negativi sull'ambiente o sui diritti umani da parte di alcuni dei loro partner commerciali dovranno interrompere tali rapporti quando non è possibile prevenire o porre fine a tali impatti. L'accordo provvisorio prevede diverse misure ingiuntive per le aziende che non ottemperano al pagamento delle multe in caso di violazione della direttiva. E, ai fini della quantificazione delle sanzioni pecuniarie si considererà il fatturato netto dell'azienda. Inoltre, viene sancito l’obbligo per le aziende di dialogare e di consultarsi con le parti interessate e ciò in attuazione del processo di due diligence, che prevede tra le sue fasi il Monitoraggio, cioè il controllo dell’andamento dei propri sistemi e procedure per prevenire e affrontare gli impatti negativi o per coglierne in maniera costruttiva i miglioramenti e la Disclosure, cioè la comunicazione e la condivisione di informazione in ordine alle procedure, ai risultati e ai piani adottati. L'accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo dovrà ora essere approvato e adottato formalmente da entrambe le istituzioni. Dopodiché, la direttiva dovrà essere incorporata nella legislazione nazionale degli Stati membri. La tutela dell’ambiente e dei diritti umani sono tematiche che devono necessariamente pilotare le strategie e i business plan delle imprese, verso un nuovo modello di competitività aziendale, che pone al suo centro lo sviluppo sostenibile, inteso come quello sviluppo capace di soddisfare gli attuali bisogni senza pregiudicare la possibilità per le generazioni future di poter soddisfare i propri. In questi termini, la sostenibilità aziendale comporterà profondi cambiamenti dell’intero ecosistema aziendale, oltre che un processo sociale, politico finanziario, tecnologico, istituzionale di ampia portata, che ci condurrà verso scenari economici e sociali tutti in divenire. La CSDDD, pur con qualche punto di debolezza, rappresenta certamente uno strumento importante, un driver di condotta responsabile, per un modello di impresa capace di generare più valore di quanto ne utilizzi per poter funzionare, seguendo i principi di un business integrity. avv. Elena BosaniPrincipali punti dell’accordo
Ambito di applicazione della direttiva
Settore finanziario
Cambiamento climatico e responsabilità civile
Responsabilità civile
Sanzioni
Prossimi passi