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In un periodo storico come questo, dove cresce l’esigenza di trovare fonti energetiche alternative green ed innovative, la società Wien Energy di Vienna si appresta a collaudare la pompa di calore più grande d’Europa utilizzando acque reflue. Si tratta di un impianto formato da 3 pompe di calore lunghe nove metri, alte sette metri, pesanti oltre 205 tonnellate ciascuna, con capacità energetica di 55 megawatt, che genereranno calore attraverso l’energia termica proveniente da acque reflue e sopperiranno al bisogno energetico di ben 56.000 famiglie viennesi.
Come ottenere “calore prezioso” dalle acque reflue.
Nel sottosuolo esiste una fonte di energia rimasta pressoché invisibile, ovvero le acque reflue domestiche. Secondo alcuni studi condotti in Germania e Svizzera1, il 3 % di tutti gli edifici potrebbe essere riscaldato (o raffreddato) tramite lo sfruttamento del calore derivante dalle acque reflue. I sistemi fognari contengono acque reflue le cui temperature variano tra i 10 C e i 25°C. Questo livello di temperatura permette il funzionamento in modalità economica delle pompe di calore per il riscaldamento (o il raffreddamento). La società Wien Energy è riuscita a sfruttare questo potenziale: far passare le acque reflue attraverso uno scambiatore di calore, per ottenere energia termica. Più precisamente, dopo una prima fase di pulizia delle acque, quest’ultime anziché confluire nel Danubio, vengono deviate nel grande impianto di pompe di calore, che utilizza scambiatori di calore per estrarre dall’acqua circa 6 gradi Celsius. Grazie all’impiego di moderne tecnologie, questa bassa temperatura viene poi utilizzata per generare calore di oltre 90 gradi Celsius, che fluirà sotto forma di acqua calda nella rete di teleriscaldamento. In questo modo vengono utilizzati due terzi dell'energia proviene dal calore di scarto delle acque reflue e un terzo è coperto dalla vicina centrale elettrica di Verbund Danube a Freudenau, che utilizza anch’essa fonti energetiche rinnovabili. La società Wien Energy prevede di ampliare l’impianto entro il 2027 con altre 3 pompe di calore e di raggiungere i 5000 litri di acqua al secondo, che fluiranno attraverso le 6 pompe.
Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente AEA (2) il trattamento delle acque reflue svolgerà un ruolo chiave nel passaggio dell’Europa verso un futuro ad inquinamento zero, permettendo di ridurre al minimo la dipendenza dai combustibili fossili e di migliorare l’efficienza degli impianti, riducendo al minimo il prezzo del riscaldamento per gli utenti. Inoltre, avrà un impatto positivo in termini di economia circolare. Secondo il Rapporto “Beyond water quality – Sewage treatment in a circular economy” pubblicato il 5 luglio 2022 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), con l’utilizzo di tecnologie innovative tali impianti potrebbero anche fungere da “centri di risorse” fornendo acqua, energia, sostanze nutritive e materiali organici recuperati per il riutilizzo ed il riciclaggio. In questo modo, questi impianti potranno certamente apportare contributi sostanziali al Green Deal europeo non solo per il Piano d’azione Inquinamento Zero (3), ma anche per il Piano d’azione Economia Circolare (4).
Note:
(1) https://heatpumpingtechnologies.org/publications/sewage-water-interesting-heat-source-forheat-pumps-and-chillers/; (2) https://www.eea.europa.eu/publications/beyond-water-quality-sewage-treatment; (3) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0400&from=EN; (4) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1583933814386&uri=COM%3A2020%3A98%3AFIN
Avv. Elena Bosani